vestigia

“La dimensione simbolica di un comune oggetto di uso quotidiano come le scarpe è al centro di Vestigia, il nuovo spettacolo del Teatro delle Radici (…) La regista Cristina Castrillo ha rinunciato quasi del tutto in questo caso a un testo redatto in una lingua comprensibile, ma non ha certo abbandonato la sua principale fonte d’ispirazione drammaturgica, che vede ciò che si nasconde nei meandri della nostra memoria collettiva e individuale l’humus essenziale per qualsiasi discorso riguardante il presente.”
Corriere del Ticino / Svizzera

“(…) E le scarpe, ora sparse, ora allineate a costruire i perimetri di una geometria lugubre; legate e trasportate o in processione come in una via crucis o come bagaglio di un esodo biblico. Scarpe buttate come proiettili e perse, con cui inciampare, cadere, intraprendere il viaggio e il ritorno (…) Cinque sezioni e un epilogo, introdotti dalle uniche frasi che compongono il testo, rinviano ad altrettanti capitoli di queste tracce che testimoniano dell’avventura esistenziale fragile e persistente. Bravissimi gli interpreti, che danno voce e corpo a questo racconto di anime.”
Giornale del Popolo / Svizzera

“Parlare di questo spettacolo descrivendone i contorni ci sembra riduttivo quando in realtà si è investiti dall’emozione fin dalle su prime mosse (…) C’è sacralità e mistero in questo lavoro, frutto di un anno e mezzo di studio con cinque selezionate attori che hanno indagato sul proprio mondo interiore, nella dimensione personale più intima alla ricerca della struttura della memoria. Sensazioni che hanno preso il posto dei ricordi ma che in scena si sono tradotte in immagini che vengono da molto lontano (…) Suggestive le soluzioni corali, i canti creati da sonorità raccolte, l’insieme coreografico di voci e la straordinaria prova degli attori, sottoposti a una scrittura inconsueta, intensa, travolgente.”
Azione / Svizzera