Creato, interpretato e diretto da
Cristina Castrillo

assistenza
Bruna Gusberti
oggetti di scena
Sandro Carettoni, Massimo Palo, Elvis van der Meyer, Gigi Boccadamo, Pier Suriano
sartoria
Atelier Celia
fotografie
Martina Tritten



Elaborato come parte di un vasto studio sulla drammaturgia senza parole, questo spettacolo, evitando proprio le parole, è a loro dedicato.
Ha provato a raccontare con e nel silenzio le voci che ci abitano, le parole perse, quelle che non abbiamo il coraggio di dire, quelle che potendole esprimere non avrebbero più il sentimento che le accompagna.
Quello che mai riusciremo a dire.
Le parole abusate, le parole troppo stanche dal tempo o dalla totale assenza di significato.
Costruito come una piccola poesia senza nome, questo spettacolo transita tra ingenuità e sogni; immagini scritte col fumo, eloquenti come un urlo muto e delicate come il volo di una piuma.
Dopo “Sul cuore della terra” e “Umbral”, Cristina Castrillo decide di essere nuovamente sulla scena, sola. Come un modo di vivere e pensare ancora a questo mestiere.